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Paolo Borsellino, la stagione breve

In onda su Rainews24 – Lunedí 18 e martedì 19 luglio


Goli Otok

L’odissea di centinaia, di migliaia di persone che da un giorno all’altro si ritrovarono ad essere bollati come “nemici del popolo” solo per essere rimasti fedeli alla versione ortodossa e filosovietica del credo comunista e per non aver abbracciato la nuova linea dettata dal Maresciallo Tito all’indomani della rottura con l’Unione Sovietica di Stalin. Siamo nel 1948, in Jugoslavia. Si apre la tragica stagione delle retate della polizia politica e dei processi sommari: bastava una parola, un commento non allineato raccolto da un informatore e si veniva arrestati nel cuore della notte, torturati e condannati a scontare durissime pene detentive in campi di rieducazione che erano la versione jugoslava dei gulag sovietici. “Goli Otok, voci dall’Isola muta” è la storia di uno di questi campi – attivo tra la fine degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’50 del secolo scorso in una piccola isola dell’Adriatico – e di alcune delle sue vittime, in particolare degli italiani che a decine vi furono relegati.


Speciale Capaci

Per raccontare Giovanni Falcone, la sua parabola di uomo e di servitore dello Stato, Files24 ha scelto due punti di vista diversi ma complementari. Angelo Saso ha intervistato l’allora Ministro della Giustizia Claudio Martelli, che fu colui che chiamò Falcone a dirigere l’Ufficio affari penali del Ministero e che con lui visse gli ultimi mesi prima della strage del 23 maggio 1992. Elisabetta Marinelli è invece tornata sui luoghi dove Falcone è vissuto ed è morto, tra la Kalsa di Palermo e quella striscia di autostrada che lambisce Capaci e che ancora conserva l’eco del boato e l’odore del tritolo che spezzò tante vite. In Sicilia abbiamo raccolto il racconto di testimoni d’eccezione, come i colleghi della Rai di Palermo Salvatore Cusimano e Marco Sacchi che furono i primi a filmare e a raccontare agli Italiani ciò che stava accadendo.
Quella che segue è la cronaca di una strage, preceduta dalla rievocazione e dall’analisi degli avvenimenti che – come puntini da unire in uno sforzo enigmistico – delineano la storia di un uomo e di un pezzo importante della storia del nostro Paese.

“Quel sabato di maggio a Capaci”, di Angelo Saso e Elisabetta Marinelli

Il 23 maggio del 1992, un tratto dell’autostrada che collega l’aeroporto di Punta Raisi a Palermo si apre con un boato inaudito e inghiotte l’uomo che era divenuto il simbolo della guerra al potere di Cosa Nostra. Nella strage di Capaci, ordinata da Totò Riina, muoiono il giudice Giovanni Falcone, la moglie e tre uomini della scorta. La sua storia e quel giorno drammatico nel racconto di testimoni dell’epoca…

Martelli: “Dopo Capaci lo Stato ha reagito, poi ha avuto paura”

24 anni fa la strage di Capaci: l”attentatuni” con il quale Cosa Nostra spezzò le vite di Giovanni Falcone, della moglie e di tre uomini della scorta rappresentò una brutale sfida allo Stato, che proprio grazie a Falcone era riuscito per la prima volta a far condannare decine di uomini d’onore. In quelle drammatiche ore uno degli uomini chiamati a guidare la risposta delle istituzioni era il Ministro della Giustizia Claudio Martelli. “Lo Stato ha reagito, poi ha avuto paura”, dice oggi Martelli, in questa intervista di Angelo Saso

Intervista di Angelo Saso all’allora Ministro della Giustizia Claudio Martelli